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Le misurazioni del radon nel suolo sono valide per evitare la conformità al CTE?

Pubblicato il ·Radón Canarias
Le misurazioni del radon nel suolo sono valide per evitare la conformità al CTE?

Perché abbiamo presentato questa consulta

Nelle Isole Canarie, quasi tutti i comuni di Tenerife e Gran Canaria sono classificati come Zona II nell'Appendice B del Codice Tecnico dell'Edilizia spagnolo (CTE). Questo obbliga a incorporare misure di protezione contro il radon negli edifici di nuova costruzione, con costi significativi che possono raggiungere centinaia di migliaia di euro in progetti con più edifici.

Nel nostro lavoro quotidiano come specialisti nella misurazione e protezione dal radon, ci trovavamo ripetutamente di fronte alla stessa domanda da parte di promotori e costruttori: se si misura il radon direttamente nel suolo di un terreno e i risultati sono bassi, si può giustificare la mancata installazione delle protezioni complete richieste dalla normativa? È una domanda comprensibile, perché nessuno vuole sostenere un costo elevato se ritiene che il proprio terreno non abbia un problema reale di radon. Ma necessitava una risposta ufficiale chiara.

Per questo motivo, da Radón Canarias abbiamo deciso di presentare la consulta direttamente alla piattaforma di consulta del CTE, per ottenere un pronunciamento formale del Ministero che risolvesse la questione una volta per tutte. Le domande concrete che abbiamo formulato sono state:

  1. Concentrazioni basse di gas radon nel suolo potrebbero giustificare la mancata installazione di una barriera di protezione?
  2. È necessario effettuare misurazioni preventive del radon su un terreno vuoto dove si intende edificare?

La consulta completa insieme alla risposta ufficiale del Ministero è disponibile per il download:

Scaricare la consulta CTE sulle misurazioni del radon nel suolo (PDF)

La risposta del Ministero

La Sottodirezione Generale per l'Architettura e l'Edilizia ha risposto in modo chiaro il 6 ottobre 2021. Il pronunciamento contiene due idee fondamentali che conviene analizzare separatamente.

Le misurazioni nel terreno non sono contemplate nel CTE

La risposta lo afferma testualmente:

"La Sezione HS 6 Protezione contro il radon non contempla attualmente le misurazioni nel terreno."

Ciò significa che il CTE non riconosce le misurazioni del radon nel suolo come metodo valido per determinare gli obblighi di protezione di un edificio. Il sistema normativo si basa esclusivamente sulla classificazione per comuni dell'Appendice B, non su misurazioni puntuali del terreno.

Non si possono eludere le protezioni nelle zone a rischio

Questo è il punto più rilevante. La risposta del Ministero stabilisce senza ambiguità:

"Per un terreno che si trovasse in una zona a rischio di quelle del citato appendice, non si potrebbe rinunciare all'implementazione delle misure di protezione stabilite basandosi su misurazioni nel terreno o altri dati che presumibilmente indicassero un basso rischio di concentrazione di radon, poiché nel CTE non è contemplata questa possibilità."

La conclusione è diretta: se un comune è classificato come Zona I o Zona II, le misure di protezione sono obbligatorie indipendentemente da ciò che indichino le misurazioni nel suolo del terreno.

E se il terreno è fuori dalla zona a rischio?

La risposta del Ministero contempla anche lo scenario inverso. Se un terreno si trova fuori dalle Zone I e II dell'Appendice B, ma si dispone di misurazioni o altre informazioni che suggeriscono un rischio elevato di radon:

"È chiaro che volontariamente si possono incorporare misure di protezione contro il radon, poiché ci troveremmo dal lato della sicurezza."

In altre parole, le misurazioni nel terreno possono servire per aggiungere protezioni volontarie dove la normativa non le richiede, ma mai per eliminare protezioni dove le richiede.

La via delle soluzioni alternative

La risposta menziona anche, in termini generali, la possibilità di adottare soluzioni alternative ai sensi dell'Articolo 5.1 della Parte I del CTE:

"Il progettista o il direttore dei lavori possono, sotto la propria responsabilità e previo consenso del promotore, adottare soluzioni alternative, purché giustifichino documentalmente che l'edificio progettato soddisfa i requisiti fondamentali del CTE perché le sue prestazioni sono almeno equivalenti a quelle che si otterrebbero dall'applicazione dei Documenti Base."

Questo significa che è possibile discostarsi dalle soluzioni concrete del Documento Base HS 6, ma a due condizioni: la giustificazione documentale deve dimostrare prestazioni equivalenti e la responsabilità ricade sul progettista o direttore dei lavori. Non è un assegno in bianco per eliminare le protezioni, ma una via per proporre alternative tecnicamente giustificate.

Perché le misurazioni nel suolo non sono affidabili per questo scopo

Al di là della questione normativa, ci sono ragioni tecniche per cui misurare il radon su un terreno aperto non permette di prevedere con affidabilità la concentrazione all'interno di un futuro edificio:

  • L'edificio modifica le condizioni del terreno. Le fondazioni, il solaio e la struttura stessa generano effetti di confinamento e differenze di pressione che alterano la dinamica di emissione del radon dal suolo.

  • Le concentrazioni nel suolo sono molto variabili. Dipendono dall'umidità, dalla permeabilità del terreno, dalla pressione atmosferica, dalla temperatura e dalla stagione. Una misurazione puntuale non rappresenta il comportamento annuale.

  • Non esiste una correlazione diretta stabilita. Non esiste una metodologia validata che permetta di convertire una misurazione di radon nel suolo esterno in una previsione della concentrazione interna di un edificio non ancora costruito.

Cosa implica per le Canarie

Per i progetti edilizi a Tenerife e Gran Canaria, dove quasi tutti i comuni sono Zona II, la situazione è chiara: le misure di protezione del CTE devono essere implementate senza eccezioni. Non esiste una scorciatoia attraverso misurazioni preventive nel terreno.

Ciò non impedisce di realizzare studi del suolo con altri fini, come la caratterizzazione geologica del terreno o la valutazione della permeabilità al radon per ottimizzare la progettazione delle soluzioni protettive. Quello che non si può fare è utilizzarli per giustificare l'eliminazione delle protezioni richieste.

Quello che ha senso è misurare il radon una volta costruito l'edificio, utilizzando rilevatori passivi collocati all'interno delle abitazioni o dei locali. È il modo corretto per verificare che le concentrazioni di radon rimangano al di sotto dei livelli di riferimento. Da Radón Canarias disponiamo di questi rilevatori passivi e offriamo consulenza sul corretto posizionamento e sull'analisi dei risultati.


Riferimenti normativi:

Codice Tecnico dell'Edilizia, Sezione HS 6: Protezione contro il radon

Piattaforma di consulta del CTE: Sottodirezione Generale per l'Architettura e l'Edilizia, Ministero dei Trasporti, della Mobilità e dell'Agenda Urbana

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