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Bisogna misurare il radon nei soppalchi?

Pubblicato il ·Radón Canarias
Bisogna misurare il radon nei soppalchi?

La domanda ricorrente

Un soppalco (o mezzanino) è il piano situato tra il piano terra e il primo piano, con un'altezza da pavimento a soffitto inferiore al normale. Per questa ragione non viene generalmente destinato ad uso abitativo, poiché non soddisfa l'altezza minima richiesta, ma è frequente trovarlo adibito a uffici o altri usi che rispettano i requisiti. I soppalchi possono essere spazi aperti verso il locale al piano terra o, in molti casi, disporre di un ingresso esterno indipendente.

Questa configurazione solleva una domanda ricorrente tra proprietari e tecnici: è necessario misurare il radon anche nei soppalchi?

La risposta non dipende dal nome architettonico dello spazio. Dipende da come la normativa spagnola definisce l'ambito dell'obbligo e da come stabilisce la metodologia di misurazione. Vediamolo passo per passo.

Quando esiste l'obbligo di misurare il radon

In Spagna, l'obbligo di misurare il radon nei luoghi di lavoro deriva dal Real Decreto 1029/2022, che prevede la valutazione dell'esposizione quando esistono postazioni di lavoro situate su determinati piani dell'edificio.

Il regolamento lo esprime chiaramente:

"La stima della media annuale della concentrazione di radon sarà obbligatoria in tutti i luoghi di lavoro situati al piano interrato o al piano terra dei comuni di azione prioritaria."

Il criterio si basa sul piano: piano terra e piani interrati. Così diretto.

Cosa si intende per "piano terra"

Qui è dove il dettaglio conta. Per evitare interpretazioni ambigue, l'Istruzione IS-47 del Consiglio per la Sicurezza Nucleare (CSN) definisce esplicitamente questo concetto nel suo Articolo 2:

"Piano terra: Il piano dell'edificio in cui la distanza verticale tra il livello del terreno e la faccia superiore del solaio non supera 1 m."

Questo è rilevante perché un soppalco non è un piano ai fini normativi. È un elemento interno situato all'interno di un piano.

All'interno del piano terra: come si organizza la misurazione

Una volta che un luogo di lavoro rientra nell'ambito di applicazione:piano terra o interrato:la normativa non richiede misurazioni per livelli architettonici. Ciò che richiede è la definizione di zone di campionamento.

L'IS-47, nel suo Articolo 4, lettera a), stabilisce che devono essere determinati gli spazi interni del piano terra e dei piani interrati. E definisce esattamente cosa sia una zona di campionamento:

"Zona di campionamento: Area di un edificio o impianto le cui caratteristiche relative all'ingresso e alla propagazione del radon (tipo di muri, fondamenta, pavimento e sottosuolo, regime di ventilazione, temperatura…) fanno sì che la concentrazione di questo gas in tutto il suo volume sia omogenea o molto poco variabile."

Questo è il punto chiave: l'unità di valutazione è un volume interno omogeneo, non una suddivisione visiva o strutturale dello spazio.

Cosa implica questo per i soppalchi aperti

Quando un soppalco o mezzanino è aperto verso il piano terra, senza chiusure complete e senza ventilazione indipendente, il radon si propaga e si distribuisce nell'insieme del volume interno. Dal punto di vista dell'IS-47, quel soppalco non costituisce una zona di campionamento distinta: fa parte della stessa zona omogenea.

Questo non significa che il soppalco "sia" piano terra in senso architettonico. Significa che viene incluso nella valutazione del piano terra perché condivide le stesse condizioni di propagazione del gas.

Rappresentatività e postazioni di lavoro

La normativa richiede inoltre che la misurazione sia rappresentativa dell'esposizione reale. L'IS-47 indica, nel suo Articolo 4, che nella definizione delle zone di campionamento si devono considerare:

"i possibili gradienti spaziali nella concentrazione di radon e le postazioni di lavoro fisse o dove i lavoratori trascorrono più tempo."

Inoltre, la Guida alla Sicurezza GS 11.4 del CSN avverte che all'interno dello stesso volume possono comparire differenze di concentrazione dovute a fenomeni fisici come l'effetto camino, che può far registrare valori di radon diversi nelle parti alte dell'edificio.

Per questo motivo, se un soppalco aperto è occupato abitualmente, è raccomandabile che il posizionamento dei rilevatori sia rappresentativo di quel punto dello spazio, anche se appartiene alla stessa zona di campionamento del resto del locale.

Quando un soppalco può essere una zona distinta

Un soppalco può essere giustificato come zona di campionamento indipendente in diversi casi: quando è chiuso o compartimentato, quando ha una ventilazione diversa dal locale principale, o quando presenta condizioni che fanno sì che la concentrazione di radon non sia omogenea rispetto al resto dello spazio.

Un caso particolarmente chiaro è quello dei soppalchi con accesso esterno indipendente. Avendo un proprio ingresso dalla strada, il regime di ventilazione e le condizioni di propagazione del radon sono diversi da quelli del locale al piano terra, anche se si trovano nello stesso edificio. Nella pratica, questi soppalchi funzionano come locali indipendenti e devono essere valutati come tali.

In ognuno di questi casi, la stessa definizione legale di zona di campionamento consente, e in senso stretto obbliga, a trattarlo separatamente.

Una sfumatura importante: l'occupazione

L'IS-47 chiarisce nel suo Articolo 4, lettera d), che non è necessario misurare in zone con occupazione irrilevante:

"Saranno esenti da misurazione quelle zone in cui la permanenza dei lavoratori non superi le 50 ore annuali."

Questo criterio risulta particolarmente utile per soppalchi destinati esclusivamente a deposito occasionale o archivio senza uso abituale.

In sintesi

La normativa spagnola delimita l'obbligo di misurare per piani: piano terra e interrati. Tuttavia, la metodologia di misurazione si basa su zone di campionamento, intese come volumi interni con concentrazione omogenea di radon.

Il radon va misurato nei soppalchi quando questi fanno parte dello stesso volume d'aria del piano terra e vi è un'occupazione rilevante. Il fattore determinante non è l'altezza né il nome dello spazio, ma la propagazione del radon, la ventilazione e l'uso reale dell'area.


Riferimenti normativi:

Real Decreto 1029/2022:Regolamento sulla protezione della salute contro i rischi derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti

Istruzione IS-47 del CSN:Sulla protezione dall'esposizione al radon nei luoghi di lavoro

Guida alla Sicurezza GS 11.4 del CSN:Metodologia per la valutazione dell'esposizione al radon nei luoghi di lavoro

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